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16 aprile 2016

Primi approcci alla preparazione della merenda: sbucciare un mandarino


Qui le attività di vita pratica proseguono. Ogni tanto aggiungiamo qualcosa e, visto il poco tempo a disposizione, normalmente privilegio piccole (piccolissime) attività di immediata preparazione.
Alessia già da tempo fa merenda sul suo tavolino in autonomia. Quello che riusciamo a fare adesso è apparecchiare il tavolino per la merenda con tovaglietta, cucchiaino e tovagliolo. Poi le porgo la ciotolina dello yogurt e lei la porta sul tavolino per mangiarla con una concentrazione quasi sacrale.
L'altro giorno nella fruttiera giacevano gli ultimi mandarini della stagione e ho allestito una merenda diversa:
- un vassoio
- un piattino con il mandarino
- una ciotolina per riporre le bucce.

Ho chiamato Alessia dicendole che avremmo preparato la merenda e ho posato il vassoio sul suo tavolino. Lei si è seduta sulla sedia e io mi sono seduta accanto a lei, sulla sua destra, per sbucciare il primo pezzo di mandarino e riporre la buccia nella ciotolina. Poi mi sono fermata e le ho chiesto di proseguire da sola. Io sono stata vicino a lei senza dire niente, lasciandola finire in tranquillità.

 

Alla fine ho preso il piattino e le ho tagliato gli spicchi in modo che potesse finalmente consumare la sua merenda.
Che dire? Peccato che la stagione dei mandarini sia finita!! Aspetterò qualche altro frutto estivo e nel frattempo ci dedicheremo a qualche altra merenda.

20 febbraio 2016

Scatoline e barattoli

Uno dei principi fondamentali dell'approccio montessoriano è l'osservazione del bambino. E fin qui ci siamo.
Ma cosa significa in pratica? Quali informazioni posso ricavarne? Dopo che ho osservato la mia bella bambina, cosa faccio? 
Quando, all'inizio delle mie scoperte sui principi teorici alla base del pensiero di Maria Montessori, leggevo di quanto fosse importante osservare il bambino, sgranavo gli occhi un pò perplessa senza immaginarmi come avrei potuto fare. E invece, come per quasi tutto quello che sto conoscendo, è molto più semplice di quanto si possa credere. Se qualcosa è complicato, allora la strada molto probabilmente non è quella giusta.
Il bambino è semplice e diretto nei suoi modi e nelle sue emozioni. E così deve essere tutto il resto.
Basta osservare come il bambino si muove nello spazio-casa, quali oggetti sceglie, cosa ne fa, da cosa è attratto di più rispetto a tutto ciò che ha a disposizione intorno a lui. Proviamo a lasciarlo libero nella scelta, senza proporre necessariamente qualcosa per il timore che si annoi o si lamenti. Lasciamoci guidare da lui. Lasciamoci sorprendere.
Io penso che non ci sia un materiale giusto per un'età giusta. C'è solo ciò che lo attrae in un determinato momento e che può attivare la sua concentrazione nell'apprendimento di una determinata abilità.
Le scatoline e i barattoli sono solo un esempio di come basti, con poca (ma davvero! poca) fantasia, trasformare oggetti comuni che già abitano la nostra casa, in un momento di interesse.
Un barattolo di riciclo può essere un ottimo esercizio per aprire-chiudere, svuotare-riempire. Può essere riempito di materiale da osservare oppure agitato per ascoltarne il suono.
Perchè spendere tempo in ricerche compulsive su internet su cosa proporre ad un bimbo di 10-12-14 mesi quando possiamo provare a guardare gli oggetti intorno a noi con un nuovo interesse?
E questo lo dico perchè i miei primissimi tentativi con scatole e barattoli sono stati due vasetti di vetro riempiti di legumi e cereali (da una simpatica idea vista su un blog).

Per fare questi vasetti naturalmente non mi mancavano legumi e cereali, bensì i vasetti stessi, visto che in casa nostra non era mai entrato un omogeneizzato neanche per sbaglio. Risultato: l'omogeneizzato di zucca e ceci appositamente acquistato è stato schifato (e direi giustamente visto che sapeva di cartone) e i vasetti guardati a malapena.
Poi Alessia ha cominciato ad appassionarsi ad alcune scatoline di latta del tè, che sono in cucina, in una scatola di legno alla sua altezza. Le tirava fuori e si concentrava molto sui coperchi, provvisti di un piccolo pomellino e quindi perfetti per i primi tentativi di apertura e chiusura. Ci faceva intere passeggiate, mentre noi preparavamo la cena.


Così ho lasciato perdere i vasetti di vetro (recuperando rigorosamente i legumi in una zuppa) e ho cominciato a riempire quelle stesse scatoline che lei aveva scelto, con piccoli oggetti per aggiungere ulteriore interesse: le formine dei biscotti, un pupazzino...

 
Da allora sono nate altre scatoline che hanno incontrato la sua attenzione in momenti diversi: un pacchettino con un nastro da scartare, un vasetto con i tappi di sughero da riempire e rovesciare ...
Non tutte la entusiasmano quanto quelle del tè, ma, visto che non sono costate nulla, quando non le guarderà più, torneranno tristemente a fare quello che hanno sempre fatto: le scatoline.








30 gennaio 2016

Un'idea semplice per i primi travasi

Qui è già tempo di travasi. I primi tentativi sono nati per tenere Alessia occupata durante la preparazione della cena, con l'utilizzo prevalentemente di pasta e verdure a pezzetti e spostando i pezzi dal sacchetto al piatto o dal piatto al colapasta.
Poi ho trovato delle ciotoline colorate e le ho riempite con una manciata di fagioli di due colori diversi. A dirla tutta in un primo esperimento avevo riempito le ciotoline con quattro conchiglie di medie dimensioni, perché temevo che i fagioli fossero troppo piccoli e che venissero scambiati per qualcosa da mangiare. Purtroppo le ciotoline con le conchiglie non hanno riscosso nessun successo e hanno vinto senza dubbio i fagioli. Così mi sono rassegnata.
Ho volutamente  utilizzato delle ciotoline in ceramica perché stiamo cercando di promuovere la manipolazione anche di oggetti fragili (es. tazzine di ceramica, bicchieri e barattoli di vetro). Naturalmente sempre sotto la nostra supervisione. Inizialmente mi sono sembrate un pò pesanti, ma sono bastati un paio di giorni perchè lei prendesse le misure con la forza da imprimere alle dita e al polso. La cosa importante è che siano resistenti e, per fortuna, hanno già dato prova di "rimbalzare" sul pavimento senza danno.

Per la presentazione del materiale mi è bastato mettere le due ciotoline sul tavolino-sedia che lei utilizza ora per quasi tutti i giochi. Ho cominciato a trasferire i fagioli uno a uno da una ciotolina all'altra e lei ha subito preso il via. A dire il vero ci gioca intere mezz'ore. Così lei allena la motricità fine, ma anche quella grossolana quando si china sul pavimento per raccogliere i fagioli che sono caduti in terra.

Quando lei è impegnata nel suo lavoro, io sono lì accanto a lei in silenzio. La osservo e mi rendo conto che tutto quello di cui lei ha bisogno è la libertà di potersi concentrare sul suo lavoro. Parlare o interagire la distrae e il materiale perde immediatamente di interesse.
E così, in silenzio, mi concentro anch'io sull'evoluzione dei suoi gesti. Dapprima era un trasferimento uno a uno. Poi a manciate. Poi ha cominciato a trasferirli alzando la ciotolina con una mano. Ogni tanto i fagioli cadono fuori dalla ciotolina e lei si impegna moltissimo nel rimetterli dentro uno a uno. Dopo qualche tentativo più maldestro, ha imparato a rovesciare l'intero contenuto della ciotola con le due mani e senza far cadere nessun fagiolo. Qualche volta è lei stessa che appoggia le ciotoline sul tappeto e continua i travasi seduta.

L'altro giorno ha rubato un cucchiaino dalla lavastoviglie e ha cominciato a mescolare i fagioli, segno che piano piano sarà interessata a un travaso con un piccolo attrezzo.
Poi quando comincia a mettersi i fagioli in bocca o comincia a calpestarli perchè sono tutti sparsi in terra, vuol dire che la concentrazione è persa e il gioco finito.
Intanto io cercherò di pensare ai prossimi travasi, mentro prendo le misure per farci costruire dal nonno un paio di vassoi ed entrare nell'entusiasmante tunnel dei materiali a vassoio!!


26 settembre 2015

Montessori Puzzle Ball (ovvero un post che avrei dovuto scrivere due mesi fa)

Secondo me Maria Montessori non ha la più pallida idea di cosa sia una Montessori Puzzle Ball, ma a me è piaciuta tantissimo l'idea di poterne cucire una per Alessia. A volte mi sembra che Montessori sia un po' come l'Expo in questo periodo. Basta prendere una qualsiasi cosa che abbia vagamente a che fare con il cibo, aggiungere la parola Expo e tutto diventa improvvisamente fighissimo. In particolare a Milano, dove anche il più anonimo negozio si dà un tono sfoggiando presunte sponsorizzazioni per l'Expo. Ecco, navigando per la rete in cerca di materiali montessoriani succede un pò lo stesso. Basta dire Montessori qualcosa e quel qualcosa viene investito di uno spropositato valore pedagogico...
Io non sono una sarta minuziosa, nè ho particolarmente talento per i micropupazzetti imbottiti, ma in questo caso ho pensato che l'impresa fosse alla mia portata, tenuto conto dei 7 mesi lontani dalla macchina da cucire.
Ho trovato diversi tutorial che spiegano come procedere, ma i migliori, a mio avviso, sono questi:



Per chi non volesse cimentarsi con il cucito, esiste la possibilità di acquistarne dei più svariati abbinamenti cromatici su Etsy o Dawanda.

Io, per complicarmi un pò la vita, ho scelto di abbinare più stoffe, perché avevo diversi ritagli comprati sull'onda del delirio che mi pervade ogni volta che entro in un negozio di cucito creativo. Ma direi che è stato necessario dedicare qualche minuto in più al taglio della stoffa e per il resto ho potuto procedere allo stesso modo.

La mia intenzione iniziale era quella di tradurre i tutorial per chi non avesse troppa dimestichezza con l'inglese e integrarli con qualche dettaglio in più, ma, considerato che questo post è rimasto nelle bozze per circa 2 mesi, ho pensato che in fin dei conti le foto dei tutorial citati fossero abbastanza esaustive e pure le spiegazioni (anche perché se ce l'ho fatta io, può farcela chiunque).

Aggiungo solo due riflessioni che i tutorial di cui sopra non mi hanno detto e avrei voluto sapere prima di cominciare:
- un diametro inferiore ai 12 cm vi farà impazzire nel rivoltare i petali e riempirli di ovatta
- non ci metterete 2 ore (come il tutorial di Refreshingly Sacred millanta!), neanche se doveste cucire alla velocità di una sarta cinese (sotto)pagata a cottimo. Non ci metterete neanche 3 ore. Io ce ne ho messe forse 4, ma ho davvero cucito nei ritagli di tempo
- ho provato a metterci un campanellino all'interno, come consigliano alcuni blog, ma il suono era troppo ovattato, quindi avrei potuto evitare di comprare i campanellini, ma di sicuro mi torneranno utili per qualche altra cosa...
- cucire una Montessori Puzzle Ball dà dipendenza. Appena finita la prima, ne ho iniziata subito un'altra...

In ogni caso il lavoro sembra facile. Poi quando inizierete, vi sembrerà difficile. Infine, cuciti i primi petali, tutto il lavoro sarà in discesa e acquisterete maggiore dimestichezza. 


E così siamo giunti alle considerazioni finali.
Potrei decantarvi le innumerevoli doti della palletta montessoriana, potrei dirvi che aiuta a sviluppare la coordinazione delle mani, dei polsi, degli occhi... che rotola ma non troppo, così da contenere la frustrazione del bambino quando la palla rotola troppo lontano e perde lo stimolo a rincorrerla... potrei dire anche che è un gioco che utilizzerà per un sacco di tempo con immensa gratitudine per il tempo che tu hai così amorevolmente speso per cucirla...
Ma la verità è che Alessia non l'ha nemmeno guardata... Giusto la soddisfazione di fare due foto e poi ha deciso di interessarsi ad altro...
Mettetelo in conto!

30 giugno 2015

La cameretta secondo Montessori #3: il Lettino Montessoriano


Sono passati alcuni mesi da quando avevamo progettato la cameretta (in questo post La cameretta secondo Montessori #2: Consigli pratici) ridisegnandola secondo i principi montessoriani (o almeno provandoci...). Finalmente siamo quasi a regime. Non sono ancora completamente soddisfatta perché mancano alcune rifiniture, ma il grosso c'è e inizio a mostrarvene una parte.
Uno dei punti "focali" è sicuramente un grande classico montessoriano: il lettino.
Vi presento quindi la nostra creatura: un lettino disegnato da noi e realizzato dal nonno!

24 maggio 2015

Do It Yourself superfacile #2: tattile con anelli

Ecco, come volevasi dimostrare... Sono partita in quarta con il blog e poi mi sono subito arenata... Il fatto è che da un mese a questa parte le giornate hanno subito una accelerazione considerevole. Ho ricominciato a lavorare qualche giorno, stiamo prendendo le misure per l'(auto)svezzamento, stiamo cercando di migliorare il riposo diurno, ma direi soprattutto il riposo notturno... Tanti piccoli micro (macro) movimenti ogni giorno e siamo già quasi al sesto mese.
Di montessoriano abbiamo: un nuovo lettino, diversi nuovi tattili, una meravigliosa seggiolina. Naturalmente ad ogni cosa dedicherò i prossimi post. Iniziamo con un tattile super facile.

5 marzo 2015

Do It Yourself (superfacile!): tattile in legno con sonaglio (grasping beads)

Qualche tempo fa ho comprato per Alessia due tattili in legno, ma ora che comincia a fare i suoi primi tentativi di afferrare gli oggetti mi accorgo che sono troppo pesanti per le sue manine. Così, curiosando tra foto di materiali montessoriani per neonati, ho avuto l'ispirazione per la costruzione di un tattile semplicissimo che risulti più piccolo, ma soprattutto più leggero.
Questo tattile (grasping beads) può essere offerto al neonato a partire da 2,5-3 mesi per aiutarlo nella fase di transizione dalla presa spontanea a quella intenzionale.